• 16/07/2024

Sanità, livelli di prestazioni: il Ministero ‘boccia’ otto Regioni. Bene Emilia-Romagna e Veneto.

Sanità, livelli di prestazioni: il Ministero ‘boccia’ otto Regioni. Bene Emilia-Romagna e Veneto.

Il ministero della Salute boccia otto Regioni per la qualità dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) erogati. Il rapporto emerge dall’ultimo monitoraggio eseguito dallo stesso ministero sui Lea e come ogni anno il Governo ha diffuso i dati raccolti con il nuovo sistema di garanzia che analizza le prestazioni sanitarie in tutte le Regioni italiane.

La notizia, come riporta anche il sito di Fanpage, parla anche  dei risultati che si dividono in tre macro-aree:

  1. le prestazioni in fatto di prevenzione
  2. le prestazioni negli ospedali e
  3. le prestazioni nella sanità territoriale.

Ciascuna ottiene un punteggio fino a 100. Come detto, ma in otto Regioni italiane, almeno una di queste aree è sotto il 60, e quindi insufficiente. Il monitoraggio prende in considerazione i dati riferiti all’anno 2022 .

L’insufficienza, dice il rapporto ministeriale, è in quei territori in cui abitano complessivamente circa 16 milioni di persone. L’anno scorso erano state sette le Regioni insufficienti, come confermato di recente anche dal Crea, mentre nel rapporto sul 2019 – prima della pandemia – erano ‘solo’ sei. Ai primi posti per il 2022 ci sono Emilia-Romagna e Veneto, mentre all’ultimo la Valle d’Aosta.

Gli indicatori considerati sono 88 in tutto, e in particolare 22 di questi sono “core” cioè particolarmente importanti. Sei riguardano la prevenzione (tra questi il tasso di vaccinazione tra i bambini, o quanto sono diffusi gli screening oncologici), nove la sanità territoriale (come il tempo di intervento di un’ambulanza nei casi di emergenza, o quanti anziani non autosufficienti sono in Rsa), e altri sei per gli ospedali (ad esempio i parti cesarei, e quanti pazienti over 65 che si rompono il femore vengono operati entro due giorni).

Le Regioni “promosse”

Le Regioni che hanno ottenuto la sufficienza in tutte le tre aree considerate sono 13 in tutto. In particolare, andando in ordine geografico e non di punteggio si parla di:

Piemonte
Lombardia
Provincia autonoma di Trento
Veneto
Friuli-Venezia Giulia
Liguria
Emilia-Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Puglia
Basilicata

Regioni che vanno meglio

In particolare, il punteggio più alto è quello dell’Emilia-Romagna, che supera ampiamente il 90 in tutte e tre le macro-aree. Segue il Veneto, poi la Provincia autonoma di Trento (che arriva a 98 in area ospedaliera, ma solo a 76 per quanto riguarda la sanità territoriale) e infine la Toscana.

Le bocciature

Le altre otto Regioni non citate invece hanno almeno un’area in cui presentano un’insufficienza. Il dato peggiore è quello della Valle d’Aosta: punteggi sotto il 60 in tutte e tre le macro-aree, con un 48 in prevenzione, 47 in sanità territoriale e 55 per quella ospedaliera. Per la Regione è il secondo anno di fila che i punteggi sono tutti insufficienti, mentre nei dati relativi al 2020 aveva superato la ‘sufficienza’ in materia di prevenzione.

Vanno male anche:

Calabria, con due insufficienze (prevenzione e sanità territoriale, entrambe sotto il 40) che però lo scorso anno erano tre
Sicilia, con un leggero calo nella sanità territoriale che porta le insufficienze da una (solo la prevenzione l’anno scorso, con i dati del 2021) a due
Sardegna, anche in questo caso con punteggi sotto il 60 per l’ambito territoriale e quello della prevenzione
Abruzzo, con un 49 in prevenzione, mentre lo scorso anno era tra le Regioni promosse
Provincia autonoma di Bolzano, con un 54 in prevenzione (insufficiente anche l’anno scorso)
Molise con un 50 in prevenzione, che l’anno scorso era sufficiente, mentre è migliorato (e ha superato il 60) il punteggio sulla sanità ospedaliera
Campania, con un’insufficienza (55) nella sanità territoriale, come lo scorso anno
Tra i dati da segnalare c’è il fatto che gli stili di vita abbiano visto punteggi in calo in quasi tutte le Regioni, e in particolare nel Mezzogiorno. Il rapporto parla di un “lieve aumento dei comportamenti a rischio per la salute” nella popolazione.

Screening

Critica anche la situazione degli screening oncologici, che coinvolgono meno della metà della popolazione ‘target’ a livello nazionale. La difficoltà si registra soprattutto per il tumore del colon-retto, e specialmente nel Centro-Sud Italia.

Guardando invece ai tempi di risposta delle ambulanze nel caso di una chiamata di emergenza, nessuna delle regioni del Sud si trova sotto i 20 minuti. Il risultato peggiore è quello della Calabria, con 28 minuti. Il migliore in assoluto è a Bolzano e in Emilia-Romagna, con 15 minuti.

 

News correlate

Mobilità sanitaria fra regioni: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto le più attrattive per le cure

Mobilità sanitaria fra regioni: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto le…

Se la pandemia aveva fermato il fenomeno della mobilità interregionale per curarsi  nel 2023 il fenomeno è ripreso. E c’è un…
Rapporto Svimez, la sanità italiana soffre. E al Sud è anche peggio. Guarda il rapporto completo

Rapporto Svimez, la sanità italiana soffre. E al Sud…

Rapporto Svimez: la Sanità italiana soffre. E al Sud ancora di più. È il quadro che emerge dall’ultima edizione dello Svimez…
Assistente infermiere, c’è l’ok della Conferenza Stato – Regioni. Il testo ufficiale nella notizia

Assistente infermiere, c’è l’ok della Conferenza Stato – Regioni.…

Arriva in Sanità, sia pubblica che privata, l’assistente infermiere. La Conferenza Stato-Regioni ha dato infatti il via libera a questa nuova…