• 06/11/2025

SANITÀ A DUE VELOCITÀ: MILIONI DI ITALIANI RINUNCIANO ALLE CURE

SANITÀ A DUE VELOCITÀ: MILIONI DI ITALIANI RINUNCIANO ALLE CURE

L’ALLARME DELLA MAGISTRATURA CONTABILE

Tempi di attesa che superano l’anno spingono i meno abbienti a rinunciare alle terapie o a posticipare diagnosi cruciali. La Corte dei Conti definisce il fenomeno e contesta l’uso dei fondi stanziati per la riduzione delle liste.

La salute è un diritto fondamentale, sancito dalla Costituzione Italiana, eppure nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN), questo diritto si scontra sempre più spesso con il dramma delle liste di attesa interminabili.

Questa non è solo una questione di efficienza burocratica, ma una vera e propria emergenza sociale e una questione etica. Per visite specialistiche o esami diagnostici, i tempi di attesa nel pubblico possono estendersi ben oltre i limiti di accettabilità, superando talvolta l’anno. Di fronte a questo ostacolo, i cittadini con maggiori disponibilità economiche si riversano sul settore privato, pagando per accedere alle cure in tempi rapidi. Il vero dramma colpisce chi non può permettersi questa via, ovvero i meno abbienti, che sono costretti a rinunciare alle cure. La rinuncia non è solo una statistica, nel 2024 erano 4 milioni gli italiani che hanno rinunciato alle prestazioni del SSN a causa dei lunghi tempi con conseguenze sul peggioramento della loro salute e della disuguaglianza sociale.

La gravità del fenomeno è stata ribadita dalla Corte dei Conti che ha sollevato forti criticità sulla gestione dei fondi stanziati per l’abbattimento delle liste, evidenziando una forte disomogeneità e contestando un uso delle risorse non sempre mirato. Le radici del problema sono da ricercarsi nel sottofinanziamento del sistema, nella carenza di personale sanitario e nelle inefficienze gestionali dei sistemi di prenotazione (CUP). È un imperativo etico e sociale intervenire con investimenti strutturali nel personale e con una riforma dei sistemi di prenotazione per onorare il principio di equità e assicurare che la sanità non diventi un servizio a due velocità, garantendo l’accesso tempestivo alle cure per tutti.

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