- 07/11/2024
Intelligenza artificiale, c’è l’interesse delle Regioni per applicarlo in sanità
L’Intelligenza artificiale (AI) sta prendendo piede in modo deciso anche in sanità, lo riporta un articolo del Corriere salute. «Negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva informatizzazione e digitalizzazione dei servizi legati alla sanità, anche se spesso le infrastrutture e i mezzi a disposizione non corrono di pari passo» premette la professoressa Elena Giovanna Bignami , presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti) ed esperta di Intelligenza artificiale.
Lo conferma lo studio «Sanità Digitale 2024. L’impatto del PNRR e l’uso del dato per la trasformazione del sistema salute» condotto da NetConsulting cube nel primo semestre del 2024 – presentato recentemente alla Digital Health Conference, che mette in luce come il panorama dell’AI in sanità stia rapidamente evolvendo, con previsioni che indicano una crescita esponenziale nel biennio 2024-2025 (percentuali di utilizzo basse nel 2023, destinate a triplicare nel biennio 24-25).
I settori della sanità in cui si utilizza l’AI
In quali settori si sta attivando l’AI? «Nella pratica clinica, l’AI può trovare applicazione nella diagnosi, prognosi e cura del paziente – spiega Bignami, che è anche professore ordinario di Anestesia e Rianimazione all’Università di Parma – ; tramite l’analisi di immagini, possono essere identificate precocemente e più velocemente fratture o segni di malattia, tramite l’analisi di algoritmi di Machine Learning (ML) si possono stratificare i pazienti in maniera precisa e razionale e aiutare il medico nel processo decisionale clinico. Quello che ne deriva è una medicina di precisione, personalizzata e cucita su misura».
«Un ulteriore impiego si evidenzia negli applicativi per i pazienti come Chat-Gpt o S.A.R.A.H che favoriscono l’alfabetizzazione sanitaria e la scelta condivisa delle cure nonché il suo utilizzo in formazione tramite simulatori che ricreino in modo puntuale casi clinici complessi – continua l’esperta – . Nell’ambito dell’organizzazione sanitaria, i modelli di ML possono, ad esempio, essere perfettamente integrati nella “schedulazione” del blocco operatorio: questo permette di ridurre i costi dell’azienda sanitaria, aumentare la performance e permettere il corretto utilizzo delle risorse nonché migliorare l’esperienza dei pazienti. All’interno invece della ricerca scientifica, gli strumenti di IA sono di grande supporto per revisioni della letteratura medica, creazione di dati sintetici e miglioramenti di studi già in corso in modo da facilitare la sintesi di evidenze e la possibilità di pubblicare
L’indagine di NetConsulting è stata condotta nel primo semestre del 2024, su un campione di circa 260 tra CIO, Direttori Generali di aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche e private; ingegneri clinici e C-level di Regioni, In-House ed enti della Pubblica Amministrazione centrale italiana. «Sebbene le percentuali attuali siano modeste, le potenzialità delle soluzioni AI sono riconosciute da tutti i principali attori del settore – dice la ricerca – : CIO, direttori generali e ingegneri clinici.
Tuttavia, emerge una chiara necessità di definire le strategie operative, soprattutto in un contesto normativo complesso come quello attuale. Le Regioni, in particolare, manifestano un desiderio di esplorare le opportunità offerte dall’AI, ma si trovano spesso in difficoltà nel trovare partner adeguati che possano guidarli in questo percorso. La sfida sarà dunque quella di bilanciare l’innovazione con la compliance, creando un ambiente favorevole che favorisca l’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale nel settore sanitario».