Infezioni, il controllo anche fuori dall’ospedale. Successo per il convegno Anipio tenuto a Bari. Tanti i professionisti presenti. L’interesse degli studenti

Infezioni, il controllo anche fuori dall’ospedale. Successo per il convegno Anipio tenuto a Bari. Tanti i professionisti presenti. L’interesse degli studenti

Si chiude con un bilancio positivo il Convegno triennale ANIPIO ( l’Associazione Nazionale Infermieri Prevenzione Infezioni Ospedaliere) 2024 che si è tenuto a Bari dal 20 al 21 settembre e che è ha avuto per tema “Infection Control oltre l’ospedale“. Tanti i partecipanti, specie da strutture sanitarie pubbliche e private del Sud, che hanno appreso l’importanza del controllo delle infezioni oltre l’ospedale e hanno potuto formarsi anche sulla gestione del problema. Fra i presenti anche molti studenti e futuri infemrieri:

Un appuntamento pensato e voluto da Anipio per raccogliere le sfide  cogenti di una Sanità in continua evoluzione sotto numerosi punti: strutturali, di processo, tecnologici, finanziari, di qualità e sicurezza degli esiti di cura, aspettative dei cittadini, epidemiologia dei bisogni di salute.

Al convegno era presente per conto di Fnopi (Federazione nazionale ordine professioni infermieristiche) il presidente di Opi-Bari Saverio Andreula.

«L’infection control – ha spiegato la presidente Anipio Maria Mongardi – in Italia nasce negli anni Ottanta in ambito esclusivamente ospedaliero. Sono trascorsi più di 40 anni e ora oltre ad essere gestito in ospedale  va fatto anche fuori dall’ospedale: nella case e negli ospedali  di comunità, nelle strutture socio sanitarie per anziani, nelle strutture riabilitative e nell’assistenza domiciliare».

La Mongardi, inoltre, nella sua relazione, ha sottolineato che la sepsi colpisce ogni anno tra 47 e 50 milioni di persone e ne muoiono almeno 11 milioni, ovvero un decesso ogni 2,8 secondi. «Il 20% di tutti i decessi nel mondo è associato alla sepsi», ha detto. A seconda del Paese, la mortalità varia dal 15 a oltre il 50%. Molti pazienti sopravvissuti soffrono delle conseguenze della sepsi per il resto della loro vita.

Mongardi ha anche illustrato sette “spunti” per gestire l’infection control e lavorare meglio nei team che devono tutelare i pazienti dalle infezioni:

  1. Passare all’azioneaderire alle buone pratiche, con la massima attenzione nella pratica quotidiana alla  prevenzione delle ICA
  2. Passare all’azione per garantire la sicurezza delle cure senza mai essere attendisti.
  3. Correre i rischi volti a rompere la consuetudine: quasi tutti tendono a mantenere lo status quo. Questo atteggiamento abitudinario dà l’ illusione o una falsa  sicurezza e tranquillità. Riflessione + rischio = contributo, questi sono tre pilastri di una vita professionale densa di significato. Tutti i cambiamenti hanno in sè un rischio.
  4. Nessuna rassegnazione: a volte si accetta uno  stato emotivo senza svolgere alcuna azione.
  5. Non abbandonarsi alla lamentela, l’abitudine alla lamentela accresce la sofferenza come professionisti
  6. Non accettare le mal-practice ovvero prendere le cose come sono
  7. Adottare l’approccio dei piccoli passi e la legge dello “slancio”: non importa se andando  piano, l’importante è che non non fermarsi.

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